Facebook Twitter Linkedin

Ivan Goretti
SABATO 21 MARZO 2020
Scenario Economico Finanziario Marzo 2020
up_sx
up_sx

Scenario Economico Finanziario Marzo 2020

 

I Mercati Finanziari, sostanzialmente a partire dal 19 Febbraio scorso, sono entrati in una fase estremamente volatile e negativa, iniziando a scontare progressivamente l’impatto economico negativo della diffusione a livello globale del Covid-19.

 

Se in un primo momento si pensava che l’infezione potesse essere confinabile solo ad alcune aree del pianeta ovvero la Cina e quindi si pensava ad un danno economico contenuto e contrastabile; ben presto ci si è dovuti arrendere all’evidenza di una vera e propria pandemia globale, che avrebbe richiesto misure di contenimento molto forti. Misure tali da intaccare profondamente l’attività economica globale: ovvero una situazione capace di portare al sostanziale blocco dell’attività economica e potenzialmente ad una recessione.

 

A peggiorare la situazione ha concorso il mancato accordo tra Arabia Saudita e Russia in merito al sostegno al prezzo del Greggio che ha portato ad un ribasso del 50% dei prezzi in grado di mettere a rischio l’industria estrattiva e della trasformazione petrolifera, tra cui quella basata negli USA e legata allo Shale Oil: un settore verso il quale il mondo finanziario globale è particolarmente esposto.

 

Dalla combinazione di questi fattori negativi i Mercati Azionari hanno iniziato a perdere in modo molto significativo, sospinti anche dalle liquidazioni delle posizioni speculative e a leva, che hanno portato ad una discesa che secondo alcune misure sarebbe superiore a quanto accaduto nel 2008 e pari solo al 1987 e che non ha neppure risparmiato l’Oro.

Ovviamente i Titoli considerati bene rifugio come i Titoli di Stato Tedeschi e quelli USA hanno iniziato a correre, portando i rendimenti ai minimi storici.

Diverso invece il caso per le altre Obbligazioni, molto presenti nei portafogli speculativi a leva, che hanno iniziato a perdere anch’essi ed in modo sempre più veloce seguendo l’andamento delle Azioni.

 

Quello che però possiamo dire è che non è pensabile né che la pandemia si possa protrarre per molti mesi con il livello di virulenza attuale, anche e soprattutto perché le misure prese o che saranno prese contribuiranno a fermare i contagi; né che l’attuale situazione di blocco dell’attività economico durerà per sempre.

Superata la fase di crisi le Aziende riprenderanno l’attività e si ritornerà progressivamente verso una normalità. Si tratta quindi di una situazione temporanea.

 

Quanto alla certezza della temporaneità della situazione attuale ci vengono a conforto due fatti:

il primo è l’esempio della Cina, che sembra lentamente uscire dalla fase critica della pandemia dopo due mesi di sensibile calo dell’attività;

il secondo è che la risposta delle Autorità è diventata progressivamente sempre più importante, cospicua e globalmente coordinata.

 

Tutte le Banche Centrali hanno dato vita ad un sensibile aumento dell’espansione monetaria e di riduzione dei tassi d’interesse a sostegno dell’economia e le Politiche Fiscali hanno risposto in modo vigoroso e sempre più coordinato a livello internazionale.

 

Quindi quello che è certo è che si sta creando un cordone sanitario di aiuti – Fiscali e Monetarii – notevole e forse senza precedenti dopo quello del 2008. Gli effetti si faranno sentire.

Questi sono argomenti che rendono possibile credere che i Mercati, dopo aver iniziato a scontare la recessione ed essendo scesi a prezzi molto depressi, possano iniziare a risalire la china offrendo importanti opportunità di acquisto.

 

E i mercati si muoveranno in anticipo come sempre hanno fatto e inizieranno ad invertire la tendenza prima ancora che la situazione sia completamente risolta.

 

MERCATI

Quando si investe è sempre bene rimanere freddi e non farsi prendere dal panico. Questo vale anche nella situazione attuale che dobbiamo credere che avrà una sua fine .

E’ quindi opportuno diversificare molto i portafogli d’investimento e, alla luce di quanto detto, crediamo sia bene iniziare a mettersi nell’ottica di guardare in modo più costruttivo ai Mercati Azionari e di mantenere un approccio sempre molto flessibile. 

Così come negli ultimi mesi vedevamo Mercati cari e vulnerabili e consigliavamo prudenza, oggi, invece, crediamo stiano iniziando a maturare le condizioni per avere interessanti opportunità d’investimento di medio termine e che sia bene non svendere le Azioni, ma iniziare a guardare con maggiore ottimismo ai Mercati Azionari.

Dopo ribassi così forti e violenti iniziano ad emergere valutazioni interessanti per molti Mercati Azionari – soprattutto se queste sono messe a confronto con rendimenti obbligazionari sempre più bassi e/o negativi.

Questa sottovalutazione, che per alcuni titoli e settori è diventata persino abnorme tra qualche mese – grazie alle misure di contenimento e di rilancio – sarà chiaramente evidente. 

Diventa interessante tornare a guardare costruttivamente ai Mercati Azionari, sia Sviluppati che Emergenti: ricercando soprattutto l’investimento in titoli di Qualità. Il Settore Salute e quello della Tecnologia manterranno un premio sugli altri. In termini geografici le differenze non saranno inizialmente significative, anche perché a fronte del provato maggiore dinamismo che caratterizza da sempre gli USA, risponderà l’attuale marcata sottovalutazione del mercato europeo. 

E dopo l’esperienza dei dazi e della lotta al Clima riprenderanno forza i temi ESG – ECOSOSTENIBILI e quello strategico di una minore globalizzazione della produzione che favorirà le economie più attente alle Piccole e Medie Imprese e quelle ragionevolmente internazionalizzate.

 Per le Obbligazioni “Beni Rifugio”, che sono diventate sempre più care e dove esiste una redditività molto bassa o negativa, possono essere prese in considerazione solo come una riserva di liquidità non offrendo valore come investimento. 

Quanto agli altri Mercati Obbligazionari dobbiamo aspettarci un andamento molto più frammentato: abbiamo titoli di elevata qualità che hanno, al pari di quelli azionari, perso immeritatamente molto valore e che ora offrono interessanti opportunità d’investimento e invece altri che subiranno declassamenti nel merito di credito, soprattutto in alcuni settori. Per chi volesse partecipare in questi mercati suggeriamo un approccio molto flessibile e dinamico.

Per le Obbligazioni Emergenti in valuta forte ($ e €) vediamo una prospettiva simile a quella descritta in precedenza, con il Mercato che richiederà un premio al rischio elevato sui Paesi più deboli. 

Esistono però opportunità su Paesi ancora qualitativamente interessanti che potranno offrire robuste prospettive di rendimento, sebbene inferiori a quelle dell’Azionario.

Anche in questo caso crediamo sia opportuno previlegiare strategie di investimento flessibili, molto dinamiche.

Stare decisamente più prudenti sui Mercati Emergenti Obbligazionari in Valuta Locale. Qui i rendimenti in termini reali si sono ridotti significativamente per l’azione delle Banche Centrali e per il rialzo dell’inflazione trasformando questi Mercati in una scommessa sulle prospettive molto incerte per le loro Valute. Queste hanno perso molto contro Euro e Dollaro, ma le loro prospettive sono ancora molto incerte.

Sul Dollaro USA il differenziale di tasso d’interesse e di crescita economica tra i due blocchi si è ridotto in modo sensibile e se dovesse rimanere tale crediamo che le possibilità di apprezzamento del Dollaro contro Euro si ridurranno.

 

Rimango come sempre a disposizione per ogni chiarimento ed aggiornamento.

buon fine settimana

 

 

 

   

up_sx
up_sx
Ivan Goretti
2019 Copyright – Ivan Goretti – Tutti i diritti riservati.
www.ivangoretti.it

Facebook Twitter Linkedin Instagram

Le informazioni contenute nel presente documento sono strettamente personali e confidenziali. In caso riceviate questa mail per errore si prega di notificare l’errore ai nostri uffici e cancellare il documento dal vostro computer. Ogni uso non appropriato, copia o manomissione dei contenuti, dati e allegati alla presente mail è proibita. Grazie.

Per cancellarsi dalla Newsletter, cliccare su: Cancellami