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Ivan Goretti
01 Aprile 2015
Note sul primo trimestre del 2015
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NOTE SUL PRIMO TRIMESTRE DEL 2015

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IL RISK MANAGEMENT E LA PROTEZIONE DEL VOSTRO PATRIMONIO

Le forti tensioni registrate sui mercati durante la crisi del credito negli anni 2007-2009 e poi la crisi dei governativi periferici nel 2011, hanno scosso l’economia mondiale. Ancora una volta è venuta meno la fiducia, elemento fondamentale per il buon funzionamento dei mercati finanziari.
Le linee di azione delle autorità sono state indirizzate lungo due direttrici: da un lato, l’attuazione di misure coordinate a sostegno della tenuta del sistema finanziario internazionale; dall’altro lato, la realizzazione di una profonda riforma delle regole della finanza. La capacità di individuare, valutare e gestire i rischi è sempre più percepita dalle imprese finanziarie come uno dei principali fattori che concorre a preservare il valore del patrimonio e la sua capacità di generare profitti.
Questa capacità è considerata particolarmente rilevante per le banche. Le banche, soprattutto quelle di maggiore dimensione e più attive a livello internazionale, sono state in effetti tra i primi operatori a dotarsi di sistemi strutturati di misurazione, gestione e controllo della rischiosità, anche per rispondere alle sfide poste dalla complessità organizzativa e dalla dinamicità degli scenari di riferimento che rendono particolarmente importanti i rapporti con tutti i clienti. Le banche che hanno meglio resistito durante la crisi sono risultate quelle che hanno saputo correttamente interpretare e utilizzare i risultati dei modelli e coinvolgere l’alta dirigenza nella definizione dell’appetito al rischio aziendale, nella valutazione complessiva dei rischi e nel controllo dei risultati raggiunti.
Il ruolo del risk management deve evolvere verso quello di funzione che partecipa ai processi strategici e al controllo di gestione, promuovendo la logica della “redditività corretta per il rischio”.
Misurare i rischi è un processo complesso, reso talvolta difficoltoso dalla scarsità di dati a disposizione per stimare le assunzioni fondamentali dei modelli. Rimane dunque essenziale proseguire negli sforzi per il disegno di modelli statistico matematici in grado di catturare adeguatamente le determinanti delle principali dinamiche economiche.

Noi stiamo andando nella direzione sopra riportata, andando a rafforzare il monitoraggio e la gestione del rischio dei suoi portafogli, questo va a vantaggio non solo della banca, ma soprattutto dei suoi clienti che si possono sentire tranquilli e seguiti, in quanto i loro patrimoni sono continuamente monitorati da una funzione indipendente dall’ufficio gestioni ma nello stesso tempo aggiornato su ogni transazione.
Il Risk manager, infatti, lavora in stretto contatto con il Portfolio manager anche nelle scelte d’investimento, condividendo ogni operazione in modo da garantire l’ottimizzazione del rischio/rendimento.

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AGGIORNAMENTO “VOLUNTARY DISCLOSURE”

Come ampiamente riportato sulla stampa, sono state definite le regole per la procedura di “collaborazione volontaria” e sono state emanate circolari dall’Agenzia delle Entrate con i relativi dettagli procedurali. L‘entrata in vigore del reato di autoriciclaggio, gli sforzi internazionali in corso per lo scambio di dati di controllo tra i paesi OCSE (operativi da inizio 2018 ma con valore retroattivo giá dal 01.01.2016), le convenzioni con la Svizzera, il Liechtenstein ed il Principato di Monaco, forniscono elementi che la procedura in corso in Italia dovrebbe avere successo.
Noi siamo ovviamente del parere che il contribuente italiano che avesse patrimoni all’estero non dichiarati debba aderire alla procedura e “pagare il conto” anche perché le sanzioni penali ed economiche conseguenti ad un eventuale utilizzo dopo il 30 settembre 2015 sono molto gravi e rappresentano un rischio troppo elevato. Chi si attendeva e ancora pensa che si tratti di un nuovo scudo fiscale ancora non ha compreso che siamo in un nuovo contesto, che i reati tributari non sono cosa “ordinaria” e probabilmente sarebbe bene che si facesse assistere da un avvocato penalista.
Il nostro ruolo è quello di supportare i numerosi commercialisti che vengono contattati dagli interessati nel mettere a disposizione i nostri esperti per gestire efficacemente la procedura di “collaborazione volontaria”. Una volta sanato il debito fiscale e chiusa la pratica fiscale, siamo in grado di definire soluzioni di gestione del patrimonio remunerative e fiscalmente efficienti.
In questo settore siamo leader in Italia nell’aver definito un prodotto specifico di gestione patrimoniale con regime fiscale italiano ma con banca depositaria estera sul quale ci soffermiamo nella successiva sezione.

Per ogni ulteriore informazione in merito mi contatti tranquillamente che sono a Sua completa disposizione

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GESTIONE PATRIMONIALE ITALIANA CON BANCA DEPOSITARIA ESTERA

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Ivan Goretti
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