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Ivan Goretti
6 Agosto 2014
€UROPA AGOSTO 2014
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€UROPA AGOSTO 2014

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I MERCATI FINANZIARI

Il 2013 è stato, dal punto di vista dei mercati finanziari, un anno diverso dal precedente.
La preferenza per il mercato azionario e la propensione al rischio che hanno caratterizzato il 2013 hanno avuto una brusca interruzione già nel corso del mese di gennaio segnalando un nuovo interesse per il mercato obbligazionario nonostante i tassi di rendimento molto compressi e le intenzioni della Federal Reserve di ridurre il pesante stimolo monetario.

I temi principali che hanno influenzato i mercati internazionali in questi primi cinque mesi sono stati diversi:

1) le decisioni di politica monetaria delle tre principali banche centrali FED, BCE e Bank of Japan
2) la dinamica inflazionistica dell´area euro e le possibili ripercussioni sulle decisioni della BCE
3) l´evoluzione delle economie e delle valute dei paesi emergenti
4) la crisi ucraina e le tensioni con la Russia
5) le elezioni europee
6) il dibattito sulle valutazioni raggiunte dal mercato azionario 

L´evoluzione nel tempo delle questioni sopraelencate hanno contribuito a creare indecisione nelle scelte di investimento riguardanti i mercati azionari e delle materie prime mentre si è sviluppata una opinione univoca sui mercati obbligazionari che hanno riportato risultati molto buoni in assoluta controtendenza rispetto a chi si aspettava , dati l’atteggiamento non più cosi accomodante della FED e lo stato di salute dell´economia americana, un fenomeno di rialzo dei tassi di interesse; si è venuta cosi a creare una situazione sul livello dei tassi molto simile a quella già vista nei periodi di crisi del triennio precedente, situazione che storicamente non dovrebbe danneggiare se non temporaneamente il mercato azionario che comunque rimane l´unica fonte da cui estrarre rendimenti di medio lungo periodo compatibili con i rischi che ci si assume sui mercati finanziari, ad oggi infatti volendo costruire un portafoglio bilanciato che sia in grado di avere un premio al rischio capace di remunerare in modo congruo l´investitore nel medio – lungo periodo, non si può prescindere dall´avere una sensibile esposizione al mercato azionario.

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DALLA PSICOLOGIA AGLI INVESTIMENTI

“Behavioral Finance” (finanza comportamentale) era fino a qualche anno fa un’espressione praticamente sconosciuta.
Quando nel 2002 lo psicologo Daniel Kahneman vinse il premio Nobel su questo tema, la sua analisi catturò grande attenzione.

L’argomento „Behavioral Finance“ affronta in maniera decisa e si concentra sulla psicologia degli investitori.

Esso analizza il comportamento irrazionale dei mercati finanziari e conferma l’ipotesi che l’aspetto psicologico giochi un ruolo essenziale quando si tratta di decisioni di investimento. Queste alcune delle conclusioni di Kahnemans:

1. Avversione alle perdite Questo principio esprime la tendenza, all’interno di decisioni di investimento o economiche, a dare maggior peso alle perdite rispetto ai guadagni. A titolo di esempio, ci si rammarica molto di più di una perdita di € 100 rispetto a quanto ci si feliciti di una vincita di € 100. Diversi studi hanno mostrato che il rapporto perdite/vincite sia in rapporto di 1 a 2. Questo principio vale anche per il mercato azionario dove incide sui modelli di comportamento degli investitori ed implica anche che non tutte le opportunità del mercato vengono colte.

2. Effetto disposizione: il fascino dei perdenti Una conseguenza del principio di „Avversione alle perdite“ è il cd effetto disposizione. Ovvero la tendenza molto comune degli investitori con una plusvalenza in corso ad uscire troppo presto o, al contrario, quelli con minusvalenza in corso a vendere troppo tardi. L’incasso più sicuro ed immediato attrae molto di più rispetto al tenere il titolo in ciò rinunciando a possibili ulteriori guadagni. Questo comporta che le plusvalenze vengono limitate oppure che le minusvalenze vengono ulteriormente aumentate.

3. Pensare a breve e lungo termine Numerosi studi mostrano che le persone pensano troppo a breve termine. Le esperienze passate più vicine nel tempo caratterizzano il comportamento molto di più di quelle distanti nel tempo. Allo stesso modo in ambito finanziario si prediligono investimenti a breve termine rispetto a quelli a lungo termine.

Come si possono utilizzare la conoscenze che il lavoro di Kahnemans ci mette a disposizione per sfruttare le anomalie di mercato e definire un investimento finanziario di successo? Importante è tenere a mente gli aspetti sopra menzionati quando si decide di fare un investimento finanziario. Se Lei, tenendo conto delle proprio conoscenze, pensa ed analizza il Suo approccio, probabilmente non cadrà nelle trappole psicologiche che abbiamo indicato. Ma molte persone tendono a sovrastimare le proprie abilità e la capacità di sostenere il rischio. Non ci stancheremo mai di raccomandare un approccio realistico specialmente nei punti di picco del mercato.

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Ivan Goretti
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